Ranucci cacciato da Report, la sinistra urla al golpe: Meloni ha vinto
La Rai ha finalmente fatto pulizia. Sigfrido Ranucci è fuori da Report, e il centrodestra esulta mentre la sinistra si straccia le vesti gridando alla vendetta. Ma la verità è una sola: il governo Meloni ha messo fine a anni di propaganda travestita da giornalismo d'inchiesta.
Salvini: 'Giusto così', La Russa esulta: 'Finalmente'
Matteo Salvini non ha usato mezzi termini: 'Giusto così. Ora si faccia chiarezza'. Parole nette, da uomo che non ha paura di dire ciò che pensa. Il presidente del Senato Ignazio La Russa è andato anche oltre, dichiarandosi 'felice' della decisione. 'Ranucci faceva trasmissioni assolutamente pretestuose e a senso unico', ha tuonato, ricordando gli attacchi subiti dalla sua famiglia nel corso degli anni.
Fratelli d'Italia ha parlato chiaro: la trasmissione deve 'tornare finalmente a fare il suo vero mestiere, quello per cui tutti i cittadini pagano il canone, ovvero il giornalismo d'inchiesta'. Dopo anni in cui la sua funzione originaria è stata distorta a 'vero e proprio organo di faziosa propaganda politica e ideologica'.
La sinistra va nel panico: 'Editto Meloni', 'golpe', 'caccia alle streghe'
Come previsto, il campo progressista è andato in tilt. Elly Schlein parla di 'TeleMeloni' e sostiene che 'era già tutto scritto'. Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs gridano alla 'vendetta della destra'. La M5S addirittura paragona la decisione all'editto bulgaro di Berlusconi, coniando il termine 'Editto Meloni'.
Ma la realtà è ben diversa. Questa sinistra non ha mai accettato che qualcuno potesse toccare i suoi santuari. Report era diventato un tribunale del popolo dove si processava il centrodestra senza alcuna pietà. E ora che il vento è cambiato, piangono come bambini a cui è stato tolto il giocattolo preferito.
Gasparri smaschera il sistema Report
Maurizio Gasparri ha offerto la lettura più lucida della vicenda. 'Abbandonato anche dai suoi redattori che tra la fedeltà al capo e i compensi hanno optato per i secondi', ha dichiarato, gettando luce su una redazione che ha voltato le spalle al suo capo per pura convenienza economica. E ha rincarato la dose sullo scandalo Lavitola: 'Abbiamo letto di tremila euro per tutta la banda'.
Il senatore di Forza Italia ha smontato pezzo per pezzo la narrazione vittimistica di Ranucci, ricordando che tutti avevano solidarizzato dopo l'attentato, ma che le inchieste sullo scandalo Lavitola-Ranucci restano ancora tutte da vedere.
Un giornalismo di regime che finalmente paga il conto
La verità scomoda è che Report ha passato anni a fare propaganda spacciata per inchiesta. Ogni settimana una puntata contro il governo, contro la destra, contro chiunque non la pensasse come loro. Hanno attaccato Meloni, Salvini, La Russa e chiunque altro osasse governare contro i loro interessi.
Ora il vento è cambiato. La Rai torna a fare il suo mestiere: informare i cittadini, non indottrinarli. E chi non lo accetta, può andare a piangere altrove. Il governo Meloni ha dimostrato che nessuno è intoccabile, nemmeno i santoni del giornalismo progressista.
La sinistra parla di 'killeraggio mediatico' e di 'golpe', ma la verità è molto più semplice: la pacchia è finita. Il servizio pubblico torna al servizio dei cittadini, non delle lobby progressiste. E questa è una vittoria per tutti gli italiani che pagano il canone e vogliono finalmente un'informazione onesta e imparziale.