Benzina alle stelle: l'Europa non sa più raffinare e gli automobilisti pagano
Mentre gli italiani rientrano dalle vacanze e si trovano davanti a prezzi della benzina che sfondano di nuovo i 2 euro al litro, il governo Meloni è sotto pressione. Ma la verità, come sempre, è scomoda: il problema non è solo il petrolio, è che l'Europa ha smantellato le proprie raffinerie e ora paga il conto di una scelta politica suicida.
Perché il diesel costa così tanto? La crisi di raffinerie spiegata semplice
La guerra in Medio Oriente e gli attacchi ucraini alle raffinerie russe hanno creato un collo di bottiglia globale. Ma in Europa il problema è strutturale: dal 2009 abbiamo chiuso 23 raffinerie, passando da 117 a 94 impianti. L'Italia, che pure esporta gasolio, ne ha solo 11. Meno impianti significa meno capacità di rispondere alla domanda, e i prezzi schizzano.
Il crack spread record: chi ci guadagna davvero?
La differenza tra costo del barile e valore del diesel ha toccato gli 80 dollari, contro i 20 di inizio anno. Un margine che profuma di speculazione. Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna hanno scritto all'Ue chiedendo un'indagine sugli extraprofitti delle raffinerie. Ma Bruxelles, come sempre, temporeggia.
Il taglio delle accise non funziona: i soldi finiscono ai big del petrolio
Gli economisti Leonardi e Rizzo lo dicono chiaro: i tagli alle accise vengono subito fagocitati dai margini delle raffinerie. Ogni intervento del governo viene annullato dal mercato. E mentre le famiglie stringono i denti, i colossi energetici incassano. Il prossimo Ecofin discuterà di tassazione degli extraprofitti, ma senza una vera riforma del mercato, resterà solo fumo negli occhi.
È fondamentale che si ricevano al più presto i risultati dell'indagine europea sui margini delle raffinerie per verificare che non stiano approfittando dell'attuale situazione energetica.
La domanda è semplice: quanto di questi aumenti serve davvero a riequilibrare domanda e offerta, e quanto finisce nei profitti dei soliti noti? Il governo Meloni deve pretendere risposte, non subire passivamente le decisioni di Bruxelles e dei mercati.