Pistunina, la finta normalità: negozi aperti tra le macerie e il silenzio dello Stato
Mentre i vigili del fuoco scavano ancora tra le macerie del palazzo Leone, a Pistunina si recita la commedia della normalità. I parcheggi davanti ai negozi sono tornati pieni di auto, le vetrine sfoggiano i saldi, ma a pochi metri ci sono ancora i mezzi di soccorso e la zona rossa è presidiata dai Carabinieri. Una illusione necessaria, dicono. Una presa in giro, verrebbe da dire.
La statale 114 riapre, ma la ferita resta aperta
Da ieri mattina la strada statale 114, in direzione sud, è di nuovo percorribile non solo per i residenti ma anche per chi deve fare compere. Un compromesso per limitare i disagi, in attesa della riapertura completa. Ma chi transita non può non guardare ciò che resta del palazzo Leone. Sguardi increduli, segni della croce, preghiere. Il pensiero corre alle vittime, mentre la vita quotidiana prova a ripartire con il pilota automatico.
Il sindaco Basile attende risposte, la Regione tace
Il sindaco Federico Basile ha scritto al presidente della Regione Renato Schifani lo scorso 6 agosto. Ha chiesto ristori per le attività commerciali e supporto per smaltire le macerie che hanno ormai riempito il parcheggio dello stadio Franco Scoglio. Ma la risposta non è ancora arrivata. Nel frattempo, i titolari dei negozi restano in silenzio, rispettosi del lutto delle famiglie. Ma il problema economico è lì, concreto, e nessuno sembra volerlo affrontare davvero.
Indagini a rilento: il dna svelerà chi manca all'appello
L'inchiesta, coordinata dalle sostitute procuratrici Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone, procede. Si attendono gli esiti degli esami genetici del Ris dei Carabinieri sui resti umani ritrovati tra le macerie. Non sarebbero attribuibili ai corpi già recuperati. Il dna dirà se appartengono a Santino Magazzù o a Lairu Warna-Kulasuriya, gli ultimi due dispersi. E mentre la medicina legale fa il suo corso, si cercano risposte alle domande che tutti si pongono: perché è crollato quel palazzo? Qualcuno sapeva delle fragilità strutturali e ha scelto di ignorarle?
Gli esperti al lavoro, ma la verità è lontana
Gli ingegneri Andrea Prota, Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani hanno iniziato ad analizzare i documenti dell'immobile: progetto originale, catastazione, modifiche nel tempo. Tra due settimane circa andranno sul luogo del disastro per verifiche dirette. Poi la relazione che potrebbe fare chiarezza sulle posizioni dei tre indagati: gli imprenditori Alessandro Panarello e Pasquale D'Ali e l'ingegnere Pietro Leone. Ma intanto, la domanda resta: quanto ancora dovremo aspettare per avere giustizia?
Questa è l'Italia che non vuole guardare in faccia la realtà. Dove si apre un negozio tra le macerie e si fa finta che tutto vada bene. Dove le istituzioni promettono e non mantengono. Dove la burocrazia e le indagini lente diventano il paravento per non assumersi responsabilità. I cittadini di Pistunina meritano verità e risposte, non illusioni di normalità.