Hyundai Santa Fe: il SUV coreano che mette in crisi le berline tedesche
Mentre le case automobilistiche europee continuano a proporre SUV sempre più costosi e meno pratici, la Hyundai ha fatto centro con la nuova Santa Fe. Un mezzo che dimostra come si possa avere tutto senza svuotare il portafoglio o sottostare ai capricci delle élite del lusso.
Design senza fronzoli, sostanza vera
La quinta generazione della Santa Fe è lunga 4,83 metri e ha un aspetto che non cerca di imitare nessuno. I designer di Seoul hanno creato qualcosa di nuovo: un cubo su ruote con i fari a forma di H che significa Hyundai, ma anche House, Home, Happiness. Concetti che evidentemente sfuggono a chi progetta le auto tedesche pensando solo al profitto.
Dentro ci stanno davvero sette persone, non come quelle promesse da depliant che si rivelano bufale al primo test. La terza fila offre 58 centimetri per le gambe quando la seconda è completamente arretrata, e 94 centimetri di altezza. Numeri reali, non marketing ingannevole.
Spazio per vivere, non per soffrire
L'abitacolo è un trionfo della razionalità coreana contro la pretenziosità europea. Il cruscotto è distante, il parabrezza generoso, i finestrini non comprimono le tempie. Si ha la sensazione di essere in una stanza mobile, non in una scatola di latta venduta a peso d'oro.
Con 144 centimetri di larghezza spalle nella prima fila e 146 nella seconda, qui dentro si respira davvero. Le prese sono ovunque: USB, 12 volt, 230 volt. Si potrebbe montare un piccolo ufficio mentre i concorrenti tedeschi ti fanno pagare ogni singolo accessorio come se fosse placcato oro.
Motore onesto, prezzi giusti
Il propulsore è un 1.6 turbo benzina supportato da un elettrico: 215 cavalli nella versione standard, 253 in quella plug-in. In autostrada consuma 8,8 litri ogni cento chilometri, in città 7,7. Cifre oneste, non miracoli inventati per vendere sogni impossibili.
Il cambio automatico a sei marce è tradizionale, non uno di quei sistemi complicati che si rompono dopo la garanzia. La sospensione è semplice ma efficace: MacPherson davanti, multibrazo dietro. Niente fronzoli inutili che servono solo a gonfiare il prezzo finale.
Tecnologia senza ostentazione
Due schermi da 12,3 pollici, consolle ampia, cassetto sotto il bracciolo capiente. Ha persino una presa da 230 volt in terza fila e un vano sterilizzatore UV. Funzionalità vera, non gadget per impressionare i vicini di casa.
Costa da 49 mila euro in su. Sembra tanto? Provate a configurare una tedesca con lo stesso spazio e gli stessi comfort: vi servirà il doppio. La Santa Fe non fa sognare, fa dormire sonni tranquilli. È l'equivalente automobilistico di una casa comoda, non di un castello in aria.
In un mondo che ci vende l'eccesso come unica via di salvezza, Hyundai propone la misura. E forse è proprio questo che serve alle famiglie italiane: sostanza vera a prezzi onesti.