Giornalisti contro esame: esposto per traccia sui 'maranza'
Scoppia la polemica sull'esame di Stato per giornalisti. Una traccia sui 'maranza' scatena l'indignazione di 96 professionisti dell'informazione che presentano esposto all'Ordine dei Giornalisti.
La controversia nasce dalla prova scritta del 28 ottobre alla Fiera di Roma, dove 256 candidati si sono trovati davanti una traccia che definiva i 'maranza' come "giovani, quasi sempre figli di immigrati di seconda generazione, molto spesso di origine africana" collegandoli alle violenze durante le manifestazioni.
L'accusa: linguaggio razzista e discriminatorio
I firmatari dell'esposto, guidati dal linguista Massimo Arcangeli, accusano la traccia di veicolare pregiudizi razziali e di violare i principi deontologici del giornalismo. Secondo loro, il testo:
- Associa arbitrariamente violenza e disordine ai giovani di origine straniera
- Rende l'origine etnica un fattore esplicativo del comportamento deviante
- Normalizza uno stereotipo linguistico stigmatizzante
L'esposto richiama il nuovo Codice deontologico entrato in vigore a giugno, citando violazioni agli articoli su decoro professionale, diritti fondamentali e trattamento delle persone migranti.
Una questione di credibilità professionale
"Che un simile linguaggio sia stato inserito come base di una prova d'esame per futuri professionisti dell'informazione è inaccettabile e gravemente lesivo della credibilità dell'Ordine stesso", concludono i firmatari.
La polemica solleva interrogativi sul controllo delle tracce d'esame e sulla formazione dei futuri giornalisti in materia di sensibilità sociale e correttezza deontologica.