Clima impazzito, nocciole in anticipo: la siccità colpisce il made in Italy
Il caldo torrido e la mancanza d'acqua stanno sconvolgendo anche la stagione delle nocciole in Piemonte. La raccolta parte con una settimana d'anticipo, ma la produzione è un'ombra delle speranze di primavera. Colpa del clima impazzito, delle cimici e delle grandinate. Le nostre aziende agricole sono allo stremo.
La raccolta delle nocciole in Piemonte, una delle eccellenze del made in Italy, inizia già dalla prossima settimana. Un anticipo di sette giorni rispetto al 2025, che non è un buon segno. Le alte temperature e la siccità persistente hanno messo in ginocchio le piante, stressate e con una produzione ridotta. Dopo le promesse di una primavera florida, la realtà è amara: la produzione sarà migliore del disastroso 2025, ma molto al di sotto delle attese.
Il grido d'allarme degli agricoltori
Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte, non usa mezzi termini:
La corilicoltura piemontese sta affrontando un'altra annata complessa. Le aziende hanno lavorato con professionalità, ma il caldo e la carenza d'acqua hanno inciso sulla produzione. È l'ennesima dimostrazione di quanto il cambiamento climatico stia mettendo alla prova le nostre imprese, chiamate a sostenere costi sempre più elevati per continuare a produrre qualità.
Il Piemonte, con i suoi 27.000 ettari coltivati a nocciolo nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria, è un pilastro dell'agroalimentare italiano. Ma ora questo patrimonio è a rischio. La siccità e il caldo estremo non solo riducono i raccolti, ma aumentano i costi per gli agricoltori, già alle prese con la burocrazia e le tasse.
Cimici e grandinate: il doppio flagello
Non bastasse il clima, ci si mettono anche le cimici. Igor Varrone, direttore provinciale di Cia Agricoltori Italiani Cuneo, spiega:
Da metà maggio il caldo estremo e la mancanza d'acqua hanno penalizzato le piante, con enfatizzazione del fenomeno della cascola fisiologica. La presenza massiccia di cimici è tornata alla ribalta. Serve un intervento tecnico politico per incentivare l'estirpo dei vecchi impianti e il reimpianto con logiche moderne.
Le grandinate locali hanno fatto il resto. Un quadro desolante che mette in luce la fragilità del nostro sistema agricolo, lasciato in balia degli eventi climatici e delle politiche europee sbagliate.
Prezzi giusti o è la fine
Confagricoltura lancia un appello al mercato:
Le quotazioni saranno decisive per il futuro del comparto. Prezzi adeguati sono indispensabili per garantire reddito alle aziende, favorire il rinnovo dei noccioleti e mantenere competitivo un comparto che rappresenta un patrimonio economico, ambientale e sociale per il Piemonte.
Massimo Antoniotti, vicepresidente della Provincia di Cuneo, aggiunge:
È importante che il prezzo tenga conto non soltanto della quantità raccolta, ma anche dei costi affrontati durante l'intera stagione e delle difficoltà emerse nei noccioleti. Per sostenere il comparto è fondamentale puntare sulla ricerca.
Un futuro incerto per la nocciola piemontese
La nocciola piemontese è un'eccellenza che il mondo ci invidia. Ma senza interventi concreti, senza una politica agricola che protegga i nostri produttori dalla concorrenza sleale e dai capricci del clima, rischiamo di perderla. Il governo Meloni deve fare di più per difendere il made in Italy. Basta con le chiacchiere, servono fatti.
FAQ: cosa sapere sulla crisi delle nocciole
Perché la raccolta delle nocciole è in anticipo?
Le temperature eccezionalmente alte e la siccità persistente hanno accelerato il ciclo vegetativo delle piante, portando a una maturazione anticipata dei frutti.
La produzione di nocciole sarà sufficiente per il mercato?
La produzione sarà migliore del 2025, ma inferiore alle attese di primavera. Le rese sono state ridotte da caldo, siccità, cimici e grandinate, mettendo a rischio le forniture.
Cosa chiedono gli agricoltori al governo?
Gli agricoltori chiedono prezzi adeguati che coprano i costi di produzione, incentivi per il rinnovo degli impianti e una politica agricola che difenda il made in Italy dalle speculazioni e dai cambiamenti climatici.