Brugnaro lancia la sfida: mega centro calcolo a Marghera contro il declino europeo
VENEZIA - Mentre l'Europa arranca nella corsa tecnologica globale, il sindaco Luigi Brugnaro rilancia con una proposta che potrebbe cambiare le carte in tavola: un gigantesco centro di calcolo a Porto Marghera, collegato alle reti europee dei supercomputer.
Dal palco del Teatro Goldoni, davanti a studenti e rettori universitari per l'inaugurazione del 158° anno accademico di Ca' Foscari, Brugnaro ha sparato alto: "Vogliamo mettere la potenza del calcolo avanzato e dell'intelligenza artificiale al servizio delle persone, dell'ambiente e delle città".
Il progetto che Roma ha ignorato
Ma ecco il primo schiaffo alla politica nazionale: "Questo progetto nel PNRR non è entrato", ha tuonato il sindaco. Ennesima dimostrazione di come i burocrati romani guardino altrove mentre le città del Nord propongono il futuro.
L'idea prevede anche una dorsale in fibra ottica lungo l'Adriatico, perché come spiega Brugnaro con pragmatismo veneto: "Suggerisco caldamente di inserire una seconda fibra in Adriatico, dove cavi non ce ne sono, importante in caso di guasti o attacchi terroristici".
La scelta di Marghera non è casuale: "C'è l'acqua per il raffreddamento", una risorsa strategica che altri territori si sognano.
La metropolitana di superficie che serve davvero
Brugnaro non si ferma al digitale e rilancia sul trasporto: treni-metropolitana per collegare davvero il territorio. "Dobbiamo realizzare la famosa metropolitana di superficie", con collegamenti ogni 20 minuti che metterebbero in rete Venezia, Padova, Treviso.
Un esempio concreto? Il nuovo ospedale di Padova: "Sarà un'eccellenza europea: colleghiamolo col treno". Mentre altri parlano, Brugnaro progetta.
La grande città che fa paura ai burocrati
Il sindaco torna sulla sua visione di "grande Città" che comprenda Mestre, Marghera, Lido, Portogruaro, Chioggia, fino a Padova e Treviso. Un progetto che spaventa chi preferisce i piccoli feudi amministrativi.
"La risposta al diritto allo studio non è pensare agli studenti chiusi dentro un confine amministrativo", ha dichiarato, mandando un messaggio chiaro a chi ragiona ancora con la mentalità del campanile.
Giovani al centro, non chiacchiere
Mentre altri sindaci si limitano ai proclami, Brugnaro ha investito concretamente: studentati a San Giobbe, Santa Marta, Ca' Marcello, e in arrivo la residenza dell'ex Caserma Pepe al Lido.
"Venezia vi vuole", ha detto agli studenti. "Dobbiamo fare di tutto affinché i giovani restino qui, perché questo è un luogo del futuro".
Un messaggio che suona come una sfida a chi governa dall'alto senza capire i territori: mentre Roma e Bruxelles perdono tempo in burocrazia, Venezia costruisce il futuro.