Basta furbetti! I Comuni paghino le case di riposo, lo dice il Consiglio di Stato
VENEZIA – Una sentenza che fa tremare i municipi veneti. Il Consiglio di Stato ha stabilito una volta per tutte: i Comuni non possono fare i furbi con gli anziani invalidi. Non importa se l'anziano ha qualche soldo in banca o una casa di proprietà. Non importa se il Comune piange miseria e tira fuori il solito disco del pareggio di bilancio. Chi ha diritto a un aiuto per pagarsi la retta della casa di riposo, deve riceverlo. Punto e basta.
Il caso scoppiato a Venezia ha fatto giurisprudenza. Un 75enne invalido al 100%, con un Isee da fame di soli 5.000 euro l'anno, si è visto rifiutare il contributo pubblico dal Comune di Venezia. Motivo? Secondo Ca' Farsetti, l'uomo era solo 'vecchio', non invalido. Una vergogna. Il giudice ha stroncato questa tesi come discriminatoria. E ha obbligato il Comune a pagare l'intera retta.
Il caso scuola: quando il Comune vuole fare cassa sugli anziani
Il Comune di Venezia aveva stabilito di coprire solo un terzo della retta annuale. Per calcolare la capacità economica dell'anziano, aveva sommato al reddito anche beni patrimoniali, arrivando a 15.000 euro. Un trucco contabile per risparmiare. L'avvocato Marco Seppi ha impugnato il provvedimento e ha vinto su tutta la linea. Il Consiglio di Stato ha dato ragione al legale: i vincoli di finanza pubblica non possono calpestare i diritti fondamentali dei cittadini.
Ora piovono cause: decine di Comuni nel mirino
Il verdetto ha aperto le porte a una valanga di ricorsi. Solo nell'ultimo mese, una decina di sentenze del Tar Veneto hanno seguito la stessa linea. Da Castelfranco Veneto a Monselice, i municipi tremano. Alcuni Comuni, fiutato l'aria, hanno già annullato in autotutela i loro provvedimenti illegittimi. Ma per molti è troppo tardi.
Il problema, denuncia l'avvocato Seppi, è che spesso questi vincoli illegali vengono infilati nei moduli di domanda. Le famiglie firmano senza sapere che possono ribellarsi. 'Un contratto illegittimo può sempre essere impugnato', spiega Seppi. 'E il rimborso di quanto pagato indebitamente va indietro fino alla prima retta, non dalla data della sentenza'.
Come difendersi: non firmate senza un avvocato
La lezione è chiara: quando si fa domanda per una casa di riposo, mai firmare senza farsi assistere da un legale. I Comuni giocano sulla paura e sulla fragilità delle famiglie. Minacciano di rifiutare o sbattere fuori l'anziano. Ma non hanno fondamento. Se il Comune prende tempo, si possono interrompere i versamenti. Il diritto è dalla parte dei cittadini, non dei burocrati.
Seppi ha già in piedi un'altra decina di cause in tutto il Veneto, tra strutture pubbliche e private convenzionate. 'Non cambia niente', taglia corto. 'In ogni caso è il pubblico a dover pagare'. E i contribuenti? Loro pagano già le tasse. È ora che i Comuni imparino a spendere bene i soldi pubblici, invece di fare i furbi con i più deboli.
FAQ
I Comuni possono rifiutare il contributo per la casa di riposo?
No. Se l'anziano ha diritto all'aiuto in base all'Isee, il Comune non può rifiutarsi invocando il pareggio di bilancio o criteri arbitrari. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato.
Cosa fare se il Comune chiede un anticipo sulla vendita della casa?
È illegittimo. Non firmate. Rivolgetevi subito a un avvocato. Il contratto può essere impugnato e il rimborso decorre dalla prima retta pagata.
Quanto tempo ho per chiedere il rimborso?
Non c'è un termine fisso, ma meglio agire subito. Il rimborso va indietro fino al momento del primo pagamento indebito, non dalla sentenza.
Le case di riposo private sono diverse?
No. Anche per le strutture private convenzionate, è il pubblico a dover pagare. Il principio vale per tutte.
