Zen di Palermo: zona franca della criminalità, serve decreto speciale
Il quartiere Zen 2 è diventato un territorio senza legge dove droga e violenza regnano sovrane. Mentre il governo ha aiutato Caivano, Palermo viene abbandonata al suo destino.
Basta con le chiacchiere e le belle parole. Lo Zen di Palermo è una bomba sociale pronta ad esplodere e nessuno fa niente. Mentre il governo nazionale si è mosso per Caivano, la Sicilia viene lasciata sola a combattere contro criminalità e degrado.
Una zona franca per delinquenti e mafiosi
Lo Zen 2 è oggi quello che era quando venne occupato: una terra di nessuno dove si nascondono armi e droga, dove i latitanti trovano rifugio sicuro e dove la legge semplicemente non esiste. I cittadini onesti sono terrorizzati, mentre i criminali si preparano al "grande salto" in Cosa Nostra.
La situazione è gravissima: delinquenti pronti ad entrare nella mafia, cittadini oppressi che chiedono aiuto. È una battaglia di liberazione che riguarda non solo lo Zen, ma tutta Palermo.
Il governo ha dimenticato la Sicilia
Mentre per Caivano sono arrivati decreti e fondi speciali, Palermo è stata completamente ignorata. Quarant'anni di "tragedia urbanistica" e il governo nazionale fa finta di niente. Non basta ripulire dalle auto abbandonate: serve un intervento massiccio dello Stato.
Lo Zen deve avere la stessa dignità degli altri quartieri, ma per farlo servono risorse straordinarie e un piano speciale. La lotta alla droga, alla violenza e alla criminalità organizzata passa da qui.
Turismo a rischio, economia in pericolo
La violenza che dilaga nelle periferie rischia di distruggere anche l'economia turistica palermitana. Il danno riguarda tutti: commercianti, cittadini, lavoratori. Nessuno escluso.
Serve un "decreto Palermo" come negli anni '80, quando lo Stato rispose con forza all'emergenza mafia. Oggi la situazione è altrettanto grave e richiede la stessa determinazione.
Basta programmi fallimentari
I programmi ordinari hanno fallito miseramente. Serve un programma straordinario per le periferie, con il coinvolgimento di tutti: Comune, Regione, Stato e privati.
Non possiamo più permetterci di vivere in una città dove le periferie sono abbandonate al degrado mentre il centro viene coccolato. È ora di cambiare rotta, prima che sia troppo tardi.