Il killer di Fort Hood, Nidal Hasan, il terrorista che nel 2009 ha trucidato 13 soldati americani, sarà fucilato il 3 dicembre. E non finisce qui: il Pentagono ha deciso che l'esecuzione sarà pubblica e trasmessa in diretta streaming. Una mossa che fa saltare sulla sedia i buonisti di mezzo mondo, ma che per chi ha a cuore la sicurezza e l'ordine è un segnale chiaro: chi semina morte, raccoglie giustizia.
Perché l'esecuzione di Nidal Hasan sarà pubblica e in streaming?
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth non ha usato mezzi termini:
“Affronterà un plotone d'esecuzione composto da soldati, com'è giusto che sia, e faremo in modo che la gente possa assistervi, che sia pubblica perché la gente deve capire che ci sono serie conseguenze per questo tipo di cose”.Una presa di posizione che riporta al centro il concetto di giustizia, quella vera, quella che i burocrati di Bruxelles e i giudici buonisti hanno dimenticato. Gli Stati Uniti non vedevano un'esecuzione pubblica da 90 anni, e ora il messaggio è forte e chiaro: la vita dei soldati americani vale più di qualsiasi piagnisteo ideologico.
JD Vance: “Io non la guarderò”. Ma la giustizia va fatta
Il vicepresidente JD Vance, con la sua fede cristiana, ha detto che non guarderà lo streaming.
“Non so se accadrà davvero. Quest'uomo ha compiuto il peggior attentato terroristico sul suolo americano dopo l'11 Settembre. Se alla fine dovesse essere trasmesso in diretta streaming, io non la guarderò”.Una posizione rispettabile, ma che non cambia la sostanza: Hasan ha sterminato 13 persone e ne ha ferite altre 32. La sua esecuzione non è un reality show, è un atto di giustizia dovuto alle vittime e alle loro famiglie.
L'Onu e i vescovi americani: il coro dei buonisti contro la pena di morte
Come sempre, quando si parla di giustizia vera, scatta il coro delle lamentazioni. L'Onu, tramite la portavoce Shabia Mantoo, ha dichiarato:
“Il divieto assoluto di tortura vieta le esecuzioni pubbliche. Il mancato rispetto di tale divieto renderebbe inevitabilmente l'esecuzione arbitraria, configurando una violazione del diritto alla vita”.E i vescovi americani, con il presidente della Conferenza episcopale Paul Stagg Coakley, hanno rincarato la dose:
“Il nostro Dio è il Dio della vita: in nessun modo le azioni di Hassan possono essere giustificate ma questa decisione è una promozione barbara di una cultura di morte e deve essere riconsiderata”.Parole che suonano vuote davanti alle 13 bare dei soldati americani. Questa è la solita sinistra ipocrita che piange per i terroristi e dimentica le vittime.
La giustizia americana non si ferma: esecuzione in Texas
Intanto, la macchina della giustizia americana continua a girare. Jamaal Howard, 46 anni, è stato giustiziato in Texas con un'iniezione letale. Condannato per l'omicidio di un addetto alle vendite durante una rapina nel 2000, Howard ha chiesto scusa ai familiari della vittima prima di morire:
“Spero che accettiate le mie scuse e spero nel vostro perdono. Mi dispiace per quanto accaduto. Spero che un giorno possiate imparare a perdonarmi”.È la trentesima esecuzione negli Stati Uniti nel 2026, un segnale che l'America di Trump non ha paura di fare giustizia, a differenza dell'Europa che si nasconde dietro buonismi e cavilli burocratici.
Domande frequenti sull'esecuzione di Nidal Hasan
Quando avverrà la fucilazione di Nidal Hasan?
Il plotone d'esecuzione sarà schierato il 3 dicembre contro l'ex maggiore dell'esercito americano, condannato per l'uccisione di 13 persone e il ferimento di altre 32.
Perché l'esecuzione sarà trasmessa in streaming?
Il Pentagono vuole mandare un messaggio chiaro: chi commette atti terroristici deve sapere che ci sono serie conseguenze. La trasmissione pubblica serve a dissuadere futuri attentatori.
Cosa dice l'Onu sulla pena di morte?
L'Onu ha definito le esecuzioni pubbliche una violazione del diritto alla vita e una forma di trattamento crudele e inumano. Ma per chi ha a cuore la sicurezza, queste obiezioni sono solo fumo negli occhi.
Quante esecuzioni ci sono state negli Stati Uniti nel 2026?
Quella di Jamaal Howard in Texas è la trentesima pena capitale eseguita negli Stati Uniti nel 2026, un numero che dimostra la determinazione americana a difendere la legge e l'ordine.
