Report, Ranucci si racconta: stagiste e fonti finite nel letto del conduttore. E ora la Rai tace?
Se il caso Lavitola vi aveva già fatto storcere il naso, preparatevi. Sigfrido Ranucci, il santone del giornalismo d'inchiesta di Report, si è messo a nudo nel suo libro autobiografico La scelta (2024). E quello che viene fuori non è solo gossip. È una bomba deontologica che fa tremare i palazzi della Rai. Il conduttore racconta, senza peli sulla lingua, di relazioni sentimentali e sessuali nate dentro il suo ufficio. Prima con una stagista, poi con una fonte di un'inchiesta. Un conflitto di interessi che grida vendetta.
La stagista Karoline: cena a Lugano e confidenze strazianti
Nel capitolo Rospi, Ranucci presenta Karoline, una producer svizzera che voleva fare uno stage a Report. Dopo pochi giorni di lavoro, lo invita a cena a casa sua a Lugano. Lì gli rivela un passato terribile: sclerosi multipla, insonnia cronica, e una violenza sessuale subita da giovane. Una storia di dolore e trauma, condivisa con un uomo che aveva appena conosciuto in redazione. Ranucci non si ferma al racconto delle confidenze. Descrive anche l'intimità fisica, entrando in dettagli che lasciano poco all'immaginazione.
Ma il punto non è il sesso. Il punto è che quella relazione è nata tra un giornalista di punta e una donna arrivata per uno stage. Un rapporto di potere sbilanciato, dove il confine tra lavoro e privato si dissolve. Poi arriva la tragedia. Karoline scopre una mail di un'altra donna, Emilia, sull'iPad di Ranucci. Lo affronta in albergo a Milano, urla, scaglia il tablet e scappa. Mentre attraversa la strada, un Suv la investe. Muore sul colpo. Ranucci scrive:
Karoline ha lo sguardo vitreo. Non ho mai trovato la forza di raccontare le circostanze in cui è morta.
Emilia, la fonte finita nel letto del giornalista
La mail che Karoline scopre apre un altro capitolo scottante. Emilia è un'insegnante di scuola media che contatta Ranucci per offrirgli informazioni su una truffa ai danni della scuola. Una fonte, insomma. Dopo la prima mail di lavoro, si incontrano per parlare dell'inchiesta. Ma il pranzo si trasforma in qualcosa di più. Ranucci scrive:
Le nostre mani si cercano e si trovano sulla tovaglia. La seconda volta che ci incontriamo finiamo direttamente in un motel.Emilia lascia il marito per lui. La relazione dura un anno e mezzo. Poi finisce, quando lei scopre altri tradimenti leggendo i messaggi sul computer di Ranucci. Due donne, due storie nate dentro il lavoro. Non è gossip. È una questione di deontologia.
Deontologia: Ranucci può ancora fare il moralizzatore?
Ora, la domanda è semplice. È compatibile con i principi del giornalismo del servizio pubblico che un conduttore di Report abbia relazioni sentimentali con una stagista e con una fonte? Dove finisce la professionalità e dove comincia il conflitto di interessi? Ranucci ha costruito la sua carriera chiedendo trasparenza e rigore agli altri. Pretendeva risposte da politici e potenti. Ora tocca a lui rispondere. La Rai sapeva? Quelle fonti sono state usate nelle inchieste? Il silenzio della tv di Stato è assordante. Dopo il caso Lavitola, non siamo più di fronte a un episodio isolato. È un sistema di relazioni tossiche che mina la credibilità di un programma simbolo del giornalismo italiano. Servono risposte, non formule evasive. Altrimenti, il moralizzatore di Report rischia di diventare il suo stesso boia.
Domande frequenti
Chi è Sigfrido Ranucci?
Sigfrido Ranucci è il conduttore di Report, il programma di inchieste della Rai. È noto per il suo stile duro e le inchieste su politica e potere.
Cosa racconta il libro La scelta?
Il libro autobiografico descrive relazioni sentimentali e sessuali di Ranucci con una stagista e una fonte di un'inchiesta, sollevando dubbi deontologici.
Perché questo caso è importante?
Perché coinvolge un giornalista del servizio pubblico che ha sempre chiesto trasparenza agli altri. Ora è lui a dover rispondere su conflitti di interesse e abuso di potere.
Cosa dice la Rai sulla vicenda?
La Rai finora ha mantenuto il silenzio. Non ci sono dichiarazioni ufficiali su eventuali conoscenza o azioni interne.