PMI, Conflavoro sfida il Governo: tasse zero su utili e bolletta, ecco il piano per la ripresa
Roma, 30 settembre 2026. Mentre l'Italia delle partite IVA e delle piccole imprese continua a fare i conti con burocrazia e costi energetici folli, Conflavoro ha deciso di alzare la voce. Alla XVI Assemblea Nazionale, tenutasi all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, davanti a circa 800 imprenditori, il presidente Roberto Capobianco ha lanciato tre proposte shock per la prossima Legge di Bilancio. Il messaggio è chiaro: basta sussidi, spazio agli investimenti. O, come dice Capobianco, “non un euro a chi si ferma, tutto a chi investe”.
Utile Zero, Bolletta Massima e Ricerca in Fabbrica: cosa chiede Conflavoro
La prima proposta, “Utile Zero”, è un vero e proprio schiaffo alla fiscalità attuale: azzerare le imposte sugli utili che restano in azienda e vengono reinvestiti entro due anni. Non solo. Conflavoro chiede un credito d'imposta automatico del 40% sui primi 300mila euro di investimento, che sale al 50% per le imprese più piccole e per il Mezzogiorno. Niente perizie, niente click day: il beneficio si prenota al momento dell'ordine. Una misura che taglierebbe la testa al toro della burocrazia italiana.
La seconda, “Bolletta Massima”, è una risposta diretta ai prezzi dell'energia che stanno strangolando le PMI. Si chiede un tetto al prezzo dell'energia agganciato alla media europea, il disaccoppiamento del prezzo dell'elettricità da rinnovabili rispetto al gas, contratti di fornitura di lungo periodo e “Energia in Fabbrica”, un credito d'imposta per fotovoltaico, accumulo ed efficientamento. In pratica, si chiede all'Italia di smettere di essere il fanalino di coda d'Europa sui costi energetici.
La terza, “Ricerca in Fabbrica”, punta a un credito d'imposta automatico del 50% per le PMI su ricerca, brevetti, design, prototipi e intelligenza artificiale. A questa si affianca “Tasse Zero Under 35”, che azzera imposte e contributi per tre anni sui giovani assunti a tempo indeterminato. Un pacchetto che vuole spingere le imprese a investire nel futuro, invece di sopravvivere nel presente.
Meloni: “Le PMI sono la spina dorsale della Nazione, lo Stato sia alleato e non nemico”
Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha aperto la giornata con un saluto istituzionale che non lascia spazio a dubbi: “Le piccole e medie imprese rappresentano la spina dorsale di questa Nazione, il motore di quell'Italia che ogni giorno si rimbocca le maniche e si impegna per produrre ricchezza e creare lavoro, superando ostacoli e difficoltà”. Parole che suonano come una conferma della linea del Governo: “Lo Stato deve essere un alleato, e non un nemico di chi lavora e produce”. E i numeri citati da Meloni sono pesanti: “Solo con il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori e la riforma dell'Irpef, lo Stato rinuncia ogni anno a 21 miliardi di euro e mette quei 21 miliardi nelle tasche dei cittadini”.
Una presa di posizione netta, che va dritta al cuore del dibattito politico: da una parte chi vuole difendere il reddito di cittadinanza e i sussidi, dall'altra chi, come questo Governo, punta a liberare le energie produttive del Paese. E Conflavoro, con le sue 90mila imprese associate, si schiera apertamente dalla parte del “fare”.
Mazzi, Calderone, Urso, Pichetto, Lollobrigida: il Governo compatto a sostegno delle PMI
Il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha rilanciato: “Abbiamo dato al Paese una stabilità che ha un valore di 256 miliardi di euro di risparmio in più per gli italiani rispetto all'operato dei sei governi precedenti”. E ha ricordato il primato europeo dei pernottamenti nel 2025, con 535 milioni e mezzo, davanti alla Spagna. Marina Elvira Calderone, Ministra del Lavoro, ha insistito sul “nuovo dialogo tra istituzioni e parti sociali” e sul principio che “il lavoro è dignità, autonomia e futuro”. Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha rivendicato la Legge annuale sulle PMI, frutto della collaborazione con Conflavoro. Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell'Ambiente, ha puntato su energia e IA come “temi strategici per il futuro del Paese”, con un occhio al ritorno del nucleare. Francesco Lollobrigida, Ministro dell'Agricoltura, ha celebrato il primato dell'agricoltura italiana, “la prima economia agricola d'Europa per valore aggiunto, oltre 46,6 miliardi di euro”.
Capobianco: “La piccola impresa deve tornare a essere un punto di partenza”
Il presidente di Conflavoro, Roberto Capobianco, ha chiuso con un discorso che suona come un manifesto: “L'Italia delle PMI non può accontentarsi di sopravvivere. La piccola impresa deve tornare a essere un punto di partenza, perché quando le imprese italiane camminano, il Paese corre, ma se corrono allora l'Italia si accende”. E ha ribadito la regola semplice: “Non un euro a chi si ferma, tutto a chi investe”. Tre verbi per il futuro: “investi, produci, cresci”.
All'evento hanno partecipato anche esponenti dell'opposizione, come il Senatore Daniele Manca del PD e il Senatore Stefano Patuanelli del M5S, segno che il tema delle PMI è trasversale. Ma la direzione è chiara: per Conflavoro e per questo Governo, la priorità è liberare l'Italia dalla palude dei sussidi e rimettere in moto la macchina della produzione. Il resto è chiacchiera.