Longo Borghini sfida il Tour: 'Nel 2027 torno per vincere. Capitana fino alla fine, smetto solo al top'
Elisa Longo Borghini, orgoglio del ciclismo italiano, ha chiuso terza al Tour de France Femmes. Ma non si accontenta. La campionessa azzurra, 34 anni, ha già messo nel mirino il 2027: 'Tornerò per vincere'. Parole che suonano come una promessa, un pugno sul tavolo contro le rivali più giovani e contro un sistema che spesso dimentica i campioni di razza.
Un podio conquistato con le unghie e con i denti
Longo Borghini non nasconde l'orgoglio per il terzo posto a Nizza, dietro l'olandese Demi Vollering e la polacca Katarzyna Niewiadoma. 'Mi interessava solo il podio. Nient'altro. All-in', ha detto con la grinta di chi non molla mai. Eppure l'anno è stato strano: una bronchite in primavera le ha fatto perdere un mese di preparazione. Ha inseguito, rincorso, sofferto. Ma alla fine i pezzi del puzzle si sono incastrati.
Le notti insonni e il pensiero del ritiro
Durante la gara, ha confessato di aver passato notti insonni. 'Mi svegliavo e pensavo a tutto: ai dettagli, agli errori, al fatto che all'indomani le cose sarebbero potute finire peggio. Addirittura a ritirarmi dal ciclismo'. Ma è stata un'iperbole, ha chiarito. La reazione è stata quella di una guerriera. 'È stato bello vedere la mia reazione', ha detto con ironia.
Critiche ai social e alla stampa: 'Basta polemiche inutili'
Longo Borghini ha anche preso di mira i commenti social e certi giornalisti. 'Non apprezzo la continua ricerca della polemica solo per fare notizia'. Un attacco diretto a chi cerca di minare la serenità della squadra. 'Io, Blasi, Wlodarczyk: era una leadership condivisa. Ma i social vanno usati con giudizio, pensando a chi legge'. Parole da capitana vera, che difende il gruppo e non si fa mettere i piedi in testa.
Il futuro: Mondiale, Europeo e poi il Tour 2027
Ora testa al Mondiale di Montreal (26 settembre) e all'Europeo in Slovenia. 'Demi sarà sempre la donna da battere, ma voglio farmi trovare pronta'. E poi il sogno: il Tour del 2027. 'Sì, perché considerando i problemi che ho avuto, non credo che la differenza con le rivali sia così ampia'. Una sfida che sa di rivincita, contro il tempo e contro le nuove generazioni.
Il ruolo di capitana: 'Smetterò solo quando sarò al top'
Alla domanda su un possibile ruolo diverso, Longo Borghini è stata categorica: 'No, mi vedo solo capitana. L'obiettivo è lasciare quando sarò ancora al top. Spero il più tardi possibile, visto quanto il ciclismo continua a piacermi'. Una dichiarazione d'amore per la bicicletta, ma anche un monito: non ci saranno mezze misure.
Il sogno dell'oro mondiale e l'ispirazione Battocletti
Mai un oro con la Nazionale, nonostante due Giri Women e classiche come Fiandre e Roubaix. 'Alla Nazionale sono legate belle prestazioni, ma anche occasioni in cui è andato tutto storto, come all'Olimpiade di Parigi'. E poi l'ammirazione per Nadia Battocletti: 'La ammiro per i risultati, ma anche per la persona che è'.
La battuta sui controlli al seno: 'Sono piatta come un'asse da stiro'
Sulle polemiche per i controlli ai reggiseni imbottiti al Tour, Longo Borghini ha chiuso con una battuta: 'Io sono piatta come un'asse da stiro. A me i controlli non li hanno proprio fatti'. Un sorriso che spezza la tensione, ma che dice tutto sulla serietà di una campionessa che non ha bisogno di trucchi per vincere.