Garlasco, gemelle Cappa spiate 5 mesi: zero prove. Ennesimo flop
Le intercettazioni alle cugine di Chiara Poggi sono durate cinque mesi e si sono risolte in un nulla di fatto. Sedici conversazioni in tutto, nemmeno una utile. L'informativa dei carabinieri, depositata il 7 maggio con la chiusura delle indagini su Andrea Sempio, non riporta traccia delle sorelle Cappa. Un binario morto che la dice lunga su come sono stati spesi tempo e risorse.
Cosa è emerso dalle intercettazioni
Paola e Stefania Cappa sono state intercettate da gennaio a maggio 2025. Cinque mesi di ascolto per scoprire che le due non c'entrano nulla con l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Lo ha confermato la loro avvocata, Valeria Mettica, spiegando che solo 16 conversazioni hanno riguardato l'inchiesta. Un numero ridicolo, che dimostra la completa estraneità delle gemelle alla vicenda di via Pascoli.
Perché allora tanta insistenza? Perché tenerle sotto osservazione per mezzo anno? Le risposte, come spesso accade in questa vicenda, scarseggiano.
L'interrogatorio del 5 maggio e la pista del pretendente respinto
Il 5 maggio le gemelle sono state sentite come persone informate sui fatti. Mai indagate, va precisato. I carabinieri volevano chiarire l'ipotesi secondo cui Andrea Sempio avrebbe ucciso mosso da odio nei confronti della vittima, che avrebbe rifiutato un suo approccio sessuale. Una pista lanciata dalla stessa Paola nell'immediatezza del delitto, quando parlò di un pretendente respinto che non avrebbe accettato il rifiuto.
E invece, sia Paola sia Stefania hanno confermato che Chiara non aveva mai nominato Sempio. La prima volta che le due cugine hanno sentito il nome di Andrea Sempio è stato nel 2016, durante le indagini. Differenze di età e di ambienti frequentati, pur nella piccola Garlasco, le tenevano lontane dal giro di amici del cugino Marco Poggi.
Una versione che conferma quanto lo stesso Sempio ha sempre ripetuto in televisione: nessun rapporto con Chiara, considerata solo la sorella maggiore del suo amico Marco.
Il circo mediatico e il ruolo delle gemelle
Nella tragica sceneggiata garlaschese, Paola e Stefania Cappa hanno sempre rappresentato il lato più spettacolare. Il fotomontaggio affisso ai cancelli della villa per rendere omaggio alla cugina. Gli occhiali da sole per nascondere lacrime ed espressioni. Le interviste in cui giuravano che i loro sentimenti erano stati fraintesi. E poi l'inseguimento di Fabrizio Corona, piombato a Garlasco sulle tracce delle cugine nei giorni roventi post-delitto.
Tanta scena, poca sostanza. Come spesso accade quando la verità viene soffocata dal rumore.
Cosa fanno oggi le gemelle Cappa
Mentre la giustizia faceva il suo corso, con Alberto Stasi prima arrestato e poi condannato fino alla Cassazione, le gemelle si sono costruite una vita. Stefania è diventata avvocato specializzata in diritto sportivo. Paola si è fatta strada come food blogger. Due percorsi lontani dal dramma che ha segnato la loro famiglia, eppure le intercettazioni hanno provato a riportarli al centro della scena. Senza successo.
Le intercettazioni alle gemelle Cappa hanno dato risultati?
No. Cinque mesi di intercettazioni a Paola e Stefania Cappa non hanno prodotto alcun riscontro utile per l'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi. Solo 16 conversazioni su centinaia hanno riguardato il caso, e nessuna ha fornito elementi rilevanti.
Perché le gemelle Cappa sono state intercettate?
Le intercettazioni rientravano nell'inchiesta su Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. Gli inquirenti volevano verificare l'ipotesi del rifiuto di un approccio sessuale, ipotizzata dalla stessa Paola Cappa nel 2007. Le gemelle hanno però escluso che Chiara conoscesse Sempio.