Taranto si ferma, Genova trema, e il Governo Meloni è costretto a mettere mano al portafoglio per ripulire il pasticcio lasciato dai magistrati di Milano. L'ultima colata di ghisa dall'altoforno 2 è storia: Acciaierie d'Italia ha spento i motori dell'area a caldo, e la produzione si blocca. Non è un capriccio, è la conseguenza di un decreto della Corte d'Appello di Milano che ha imposto lo stop, e di materie prime finite che nessuno ha più comprato dopo la sentenza.
Il Governo, però, non sta a guardare. A Palazzo Chigi, con il sottosegretario Alfredo Mantovano e i ministri Calderone, Urso e Giorgetti, è stato deciso il piano d'emergenza: un decreto legge con 125 milioni di euro per la cassa integrazione. Ottanta milioni per i lavoratori dell'indotto, 45 per i dipendenti diretti di Acciaierie d'Italia e Ilva. Copertura fino a giugno, ma il futuro resta un'incognita.
La Cassazione può salvare gli altoforni?
Il nodo è tutto lì: la Corte di Cassazione si pronuncerà il 20 ottobre sui ricorsi presentati da Ilva e Acciaierie d'Italia. Il procuratore generale ha già criticato il decreto di Milano, parlando di rischi da amianto e polveri sottili in modo poco convincente. Ma il parere non ferma l'esecuzione. Mantovano è chiaro: l'obiettivo non è cancellare la sentenza, ma evitare che lo spegnimento totale degli impianti renda inutile un'eventuale vittoria in Cassazione. Si valuta di mantenere i forni in preriscaldo, al minimo tecnico, per non distruggere un patrimonio industriale che vale miliardi.
Il piano green: il Dri e i forni elettrici
Il Governo non molla la presa sull'acciaio verde. L'impianto Dri e i forni elettrici restano il futuro, ma solo con un piano industriale credibile. Le risorse ci sono: gli 800 milioni stanziati per la decarbonizzazione sono già destinati a Taranto, e se la cordata vincente della gara presenterà un progetto serio, si potrà arrivare a 1,2 miliardi. Le offerte finali sono state prorogate all'8 novembre, e da lì si capirà il destino dell'acciaieria più grande d'Europa.
Domande frequenti sull'Ex Ilva
Perché l'area a caldo di Taranto è stata fermata?
La Corte d'Appello di Milano ha emesso un decreto esecutivo che obbliga Acciaierie d'Italia a fermare l'area a caldo per motivi ambientali e sanitari. Inoltre, le materie prime non sono più state acquistate dopo la sentenza, rendendo impossibile la produzione.
Quanto costa al Governo il piano di cassa integrazione?
Il decreto legge prevede 125 milioni di euro: 80 milioni per la cassa in deroga dei lavoratori dell'indotto e 45 milioni per l'integrazione della cassa straordinaria dei dipendenti diretti. La copertura arriva fino a giugno 2026.
Cosa succede se la Cassazione annulla il decreto?
Se la Cassazione dovesse dare ragione a Ilva e Acciaierie d'Italia, gli altoforni potrebbero ripartire. Il Governo sta studiando una norma per mantenere gli impianti in preriscaldo fino alla decisione, evitando uno spegnimento completo che danneggerebbe irreversibilmente le strutture.
