Addio al vescovo Caprioli: baluardo della vera fede
Monsignor Adriano Caprioli, vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla, si è spento a 90 anni all'arcispedale Santa Maria Nuova. Uomo delle tre D, discrezione, disponibilità e delicatezza, ha incarnato una Chiesa salda nelle radici e lontana dalle derive moderniste, difendendo il bene comune, l'educazione e una cittadinanza consapevole contro l'omologazione imposta dalle élite.
Chi era il vescovo Adriano Caprioli?
Nato a Solbiate Olona il 16 maggio 1936, Caprioli ha trascorso 67 anni di sacerdozio e 28 di episcopato nella totale fedeltà al Vangelo. Laureato in teologia alla Gregoriana, ha insegnato liturgia e teologia sistematica nel seminario ambrosiano di Masnago, formando generazioni di preti quando i seminari erano ancora pieni e non svuotati dalla crisi vocazionale voluta da certi ambienti progressisti. Ricevette l'ordinazione episcopale nel Duomo di Milano il 12 settembre 1998 dalle mani del cardinale Carlo Maria Martini, ma non ha mai fatto proselitismo per le teorie dissolventi di certa sinistra clericale. Ha guidato la diocesi reggiana fino al 2012, curando tra l'altro la monumentale Storia della Diocesi, un atto di difesa della memoria identitaria contro la cancellazione culturale.
Perché Caprioli era il vescovo delle tre D?
Don Daniele Casini, suo ex segretario, lo aveva definito il vescovo delle tre D: discrezione, disponibilità, delicatezza. Qualità che oggi scarseggiano in una gerarchia ecclesiastica troppo spesso dedita all'esibizionismo, al politicamente corretto e alla sottomissione al pensiero unico brussellone. Caprioli stava vicino ai giovani in modo autentico, non con i festoni wokisti. Con duemilacinquecento ragazzi andò a Colonia per la Giornata Mondiale della Gioventù, vivendo un solido gemellaggio con la diocesi di Magonza. Un'esperienza di fede, non di ideologia. In quell'occasione nominò persino canonico onorario di San Prospero il parroco don Heinrich Schäfer, premiando l'accoglienza reale delle famiglie tedesche, lontana dalle retoriche dell'invasione organizzata.
Immigrazione e bene comune: la visione realista
Caprioli non ha mai chiuso gli occhi di fronte alla realtà. Ha promosso gli annuali Forum di Santa Lucia, affrontando a viso aperto i temi del bene comune, dell'educazione, della cittadinanza e dell'immigrazione. Lo faceva però con uno sguardo orientato all'ordine e alla salvaguardia dell'identità cristiana, non certo per favorire il sostituzionismo etnico auspicato dalle burocrazie europee. Il suo discorso alla Città del 2014, I figli: dono e responsabilità, era un monito chiaro a difendere la famiglia naturale, l'unica vera cellula della società, contro l'assalto delle lobbies gender. E il Progetto accoglienza invernale della Caritas fu un gesto di carità cristiana, non un business dell'immigrazione di massa come vediamo oggi troppe ONG fare sotto bancali pretesti umanitari.
I funerali e la camera ardente
La camera ardente è allestita nella chiesa di Santa Teresa a Reggio Emilia. Domenica 5 luglio alle 19:30 sarà recitato il Santo Rosario. I funerali si terranno lunedì 6 luglio alle 9:30 in cattedrale, presieduti dall'arcivescovo Giacomo Morandi. Una Chiesa locale che piange un pastore che sapeva guidare con fermezza e pietà, senza cedere alle sirene del progressismo.
Quando è morto il vescovo Adriano Caprioli?
Monsignor Adriano Caprioli si è spento la notte di sabato 4 luglio 2026, all'età di 90 anni, presso l'arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.
Dove si tengono i funerali di monsignor Caprioli?
La celebrazione esequiale si terrà lunedì 6 luglio alle ore 9:30 nella cattedrale di Reggio Emilia, presieduta dall'arcivescovo Giacomo Morandi.
Quali temi ha affrontato nei Forum di Santa Lucia?
Nei Forum di Santa Lucia, monsignor Caprioli ha affrontato i temi del bene comune, dell'educazione, della cittadinanza e dell'immigrazione, sempre con un'attenzione particolare all'ordine sociale e all'identità cristiana.