Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto con un secco 'vaffa' alle pressioni di Donald Trump, che aveva chiesto un cambio al vertice di Kiev. In un'intervista a Fox News, Zelensky ha messo in chiaro una cosa: 'Solo il nostro popolo può cambiare il presidente'. Parole che suonano come una sberla al tycoon, impegnato in una disperata rincorsa elettorale in vista delle midterm del 3 novembre.
Trump, nel tentativo di risalire la china nei sondaggi, ha chiesto apertamente che l'Ucraina si doti di un nuovo leader. Ma Zelensky non ci sta e risponde per le rime: 'Sono pronto per le elezioni, ma abbiamo bisogno di almeno 60 giorni di cessate il fuoco per garantire la sicurezza delle infrastrutture'. Insomma, il leader ucraino non si piega ai diktat di Mar-a-Lago.
Il prezzo del diesel e lo Stretto di Hormuz: la stoccata di Zelensky a Trump
Zelensky ha colpito dove fa male, smontando le accuse di Trump sugli attacchi ucraini alle raffinerie russe. 'È chiaro a tutti che il prezzo del diesel non dipende dai nostri attacchi agli impianti petroliferi in Russia. Tutti sanno che dipende dal blocco dello Stretto di Hormuz', ha dichiarato. Una frecciata che fa infuriare il tycoon, alle prese con un prezzo del carburante raddoppiato negli Stati Uniti.
Il motivo? Le compagnie petrolifere americane sono private e il prezzo lo fa il mercato, non il presidente. Trump non può ordinare di abbassarlo, e i giorni contano: mancano solo tre settimane alle elezioni di metà mandato. E mentre gli USA si dibattono, l'UE adotta la strategia del 'wait and see'. Il 4 novembre, chissà, il ciuffo platinato della Casa Bianca potrebbe dover abbassare la cresta.
Putin non rispetta la tregua energetica: l'accusa di Zelensky
Zelensky ha anche accusato Vladimir Putin di non rispettare la proposta americana di una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche. 'Siamo pronti già da oggi a una tregua energetica, come ha detto il presidente Trump. Ma non sono sicuro che Putin sia pronto, perché anche dopo i messaggi di ieri, ha attaccato le nostre infrastrutture del gas', ha affermato.
E ha aggiunto: 'Non abbiamo attaccato alcun obiettivo energetico in territorio russo perché Trump aveva detto che ci sarebbe stata una tregua. Noi non abbiamo attaccato, mentre la Russia ha colpito i nostri impianti del gas e le altre infrastrutture'. Parole che dipingono un Putin inaffidabile e un Trump che, per ottenere il gasolio russo, ha detto sì a tutte le richieste del Cremlino. Ma il prezzo da pagare, per gli americani, è salato.
Elezioni in Ucraina: Zelensky pronto ma con condizioni
Zelensky ha ribadito la sua disponibilità a convocare nuove elezioni presidenziali, ma ha posto condizioni precise. 'Sono pronto per le elezioni, davvero, ma abbiamo bisogno di almeno 60 giorni per garantire la sicurezza delle infrastrutture e prepararci al voto', ha sottolineato. In poche parole: niente voto finché non ci sono condizioni di sicurezza adeguate.
Una posizione che mette Trump con le spalle al muro: se vuole un nuovo leader a Kiev, deve prima garantire la sicurezza. E mentre il tycoon pensa alle sue rielezioni, Zelensky pensa alla sopravvivenza del suo popolo. La partita è aperta, e il tempo stringe.
FAQ
Perché Zelensky ha risposto così a Trump?
Zelensky ha risposto duramente a Trump perché il presidente americano ha chiesto un cambio al vertice dell'Ucraina. Il leader ucraino ha ribadito che solo il popolo ucraino può decidere chi lo governa, non un leader straniero.
Cosa c'entra lo Stretto di Hormuz con il prezzo del diesel?
Secondo Zelensky, il prezzo del diesel non dipende dagli attacchi ucraini alle raffinerie russe, ma dal blocco dello Stretto di Hormuz, una via cruciale per il trasporto del petrolio. Una tesi che smonta le accuse di Trump.
Quali condizioni ha posto Zelensky per le elezioni?
Zelensky ha detto di essere pronto per le elezioni, ma ha chiesto almeno 60 giorni di cessate il fuoco per garantire la sicurezza delle infrastrutture e organizzare il voto in modo adeguato.
