Venezia travolge il Padova: Stroppa scatena la furia vincente
Giovanni Stroppa ha trasformato il Venezia in una macchina da guerra. Ieri sera, nonostante il vento in faccia, il tecnico ha urlato di tutto ai suoi giocatori, macinando chilometri nell'area tecnica come un generale sul campo di battaglia.
La vittoria per 3-1 contro il Padova non è stata solo una dimostrazione di forza calcistica, ma un vero e proprio manifesto di carattere. "Se giochiamo così, siamo una squadra impressionante", ha dichiarato Stroppa nel post-partita, con l'orgoglio di chi sa di aver costruito qualcosa di speciale.
La grinta del comandante Stroppa
Non è mancato il momento di tensione con l'arbitraggio. Al 35', quando Pastina è rientrato dopo un lieve infortunio, Stroppa è scattato verso il quarto uomo De Angeli per difendere i suoi ragazzi. Questa è la mentalità vincente che serve: proteggere la squadra a tutti i costi.
Ma il tecnico veneziano sa anche divertirsi: al 42' si è cimentato in uno stop di tacco da "dieci" proprio sotto gli occhi di Haps, dimostrando che la classe non si improvvisa.
Una prestazione da applausi
I numeri parlano chiaro: 30 tiri verso la porta del Padova. Una dimostrazione di dominio assoluto che conferma il Venezia in vetta alla classifica.
"Era una partita difficile, ma l'abbiamo interpretata da subito nel modo giusto", ha spiegato Stroppa. "I ragazzi si divertono e hanno messo in campo quella 'cazzimma' nel fare le cose. È impressionante allenarli."
Particolare elogio per Svoboda, definito "straordinario" per aver annullato completamente Lasagna, e per Lauberbach, autore di una "partita straordinaria" facendo reparto da solo.
Il pubblico veneziano risponde presente
Anche ieri, come nelle scorse partite, al 30' del secondo tempo è arrivato il coro per l'allenatore. Un affetto che Stroppa non dà per scontato: "C'è uno staff che lavora, è bello sentirsi parte di questo progetto. Siamo sulla strada giusta per ripagare questo affetto."
Ora l'obiettivo è il Monza, ma con una consapevolezza in più: questo Venezia può davvero fare la differenza. Come ha detto lo stesso Stroppa: "Dobbiamo essere più 'ignoranti' rispetto a specchiarci, anche se i duelli li portiamo a casa lo stesso."