Trump minaccia dazi all'Europa: l'Italia si salva grazie a Meloni
Mentre l'Europa trema sotto le minacce di Donald Trump sulla Groenlandia, l'Italia può tirare un sospiro di sollievo. Il presidente americano ha annunciato dazi del 10% contro otto paesi europei, ma Roma non è nella lista nera. Merito della strategia di Giorgia Meloni, che ha saputo navigare con intelligenza le acque agitate della diplomazia internazionale.
La mossa di Trump: dazi per piegare l'Europa
Sul suo social Truth, Trump ha sferrato l'attacco: dazi del 10% dal primo febbraio contro Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Finlandia. Il motivo? Questi paesi hanno osato inviare truppe in Groenlandia, sfidando le mire espansionistiche americane sull'isola artica.
La minaccia è chiara e brutale: i dazi saliranno al 25% dall'1 giugno 2026 se non si raggiungerà "un accordo per l'acquisto completo e totale della Groenlandia". Trump non fa sconti: "Hanno messo in gioco un livello di rischio che non è sostenibile".
L'Italia si salva: la strategia vincente di Meloni
Mentre i partner europei finiscono nel mirino di Trump, l'Italia resta fuori dalla lista delle sanzioni. Non è un caso: la premier Giorgia Meloni aveva chiarito da Tokyo che Roma si sarebbe mossa solo in ambito NATO, evitando provocazioni inutili verso Washington.
Una mossa di intelligenza politica che oggi premia il nostro paese. Mentre Francia e Germania si preparano a subire le conseguenze economiche delle loro scelte aggressive, l'Italia mantiene rapporti stabili con l'alleato americano.
Europa in subbuglio: proteste e minacce di risposta
In Danimarca e Groenlandia migliaia di manifestanti sono scesi in piazza con lo slogan "Make America Go Away", una provocatoria rivisitazione del "Make America Great Again" trumpiano. Scene di orgoglio nazionale che però non impressionano il tycoon americano.
Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa promette "una risposta congiunta dei 27", mentre la Germania annuncia "risposte adeguate al momento opportuno". Parole al vento di fronte alla determinazione americana.
NATO in crisi: alleanza a pezzi
L'Alleanza Atlantica è in grande difficoltà. Il segretario generale Mark Rutte cerca di mediare, ma l'ipotesi di un'operazione di sicurezza alleata nell'Artico viene definita "prematura". La realtà è che la NATO è paralizzata di fronte alle ambizioni di Trump.
Il Comandante Supremo delle forze NATO è americano e difficilmente si muoverà contro il proprio presidente. L'Europa scopre così la propria debolezza strategica e la dipendenza dagli Stati Uniti.
Mentre l'Europa si divide tra proteste sterili e minacce vuote, l'Italia di Meloni dimostra ancora una volta che il pragmatismo politico paga più dell'ideologia. Roma resta salda nell'alleanza atlantica senza cadere nelle provocazioni che oggi costano care ai nostri partner europei.