Modena dice addio allo Zelocchi: finisce un'epoca, ma il cuore resta
Per generazioni di modenesi, l'antistadio 'Zelocchi' è stato molto più di un semplice campo di allenamento. Era il luogo dove nascevano i sogni, dove i ragazzini con i capelli bianchi di oggi (se ancora li hanno...) sognavano di indossare la maglia del Modena. Ma da martedì prossimo, tutto cambia: il nuovo centro sportivo 'Nido' a Bagazzano di Nonantola, voluto dalla famiglia Rivetti, prende il posto di questo storico impianto. E per molti, è un colpo al cuore.
Un addio che sa di nostalgia: l'ultimo allenamento al 'Zelocchi'
Fino a domani, quando alle 10.30 ci sarà l'ultimo allenamento aperto a tifosi e stampa, i 'canarini' di Daniele Galloppa calcheranno l'erba dello Zelocchi. Poi, il silenzio. Per chi ha vissuto qui i momenti più belli, come le selezioni per entrare nel vivaio o le partite della Primavera, è un addio che pesa. Ma la storia non si cancella, e i ricordi restano incisi nel cuore di chi ha visto crescere campioni come Luca Toni, Cristiano Doni o Daniele Adani.
Da Braglia a Toni: i campioni cresciuti allo Zelocchi
Questo impianto, dedicato all'arbitro modenese Giuseppe Zelocchi, classe 1899, non è stato solo un campo di allenamento. È stato una fucina di talenti. Da Renato Braglia a Francesco Aguzzoli, da Ugo Tomeazzi a Giorgio Rognoni, da Amos Adani a Giorgio Braglia, fino a Cristiano Doni, Daniele Adani, Stefano Sacchetti e il campione del mondo Luca Toni. Tutti sono passati di qui, molti scoperti o valorizzati da Alfredo Mazzoni, l'allenatore del terzo posto del 1947 che poi dedicò gli ultimi anni della carriera ai giovani.
Il Torneo delle Fabbriche: quando lo Zelocchi era una festa cittadina
Ma lo Zelocchi non era solo calcio professionistico. Essendo di proprietà comunale, ha ospitato tornei studenteschi e partite dilettantistiche. E poi c'era il mitico Torneo delle Fabbriche, negli anni '50, '60, '70 e fino ai primi '80. Le rappresentative dei lavoratori di colossi come Ferrari, Maserati, Fonderie Corni, Fiat, Fonderie Riunite, Panini e le aziende della ceramica si sfidavano qui, davanti a migliaia di spettatori. Una festa che trasformava la partita in un evento cittadino, dando a chi non aveva mai giocato con la maglia del Modena la chance di farlo con quella della propria azienda.
Un pezzo di storia che se ne va, ma che nessuno dimenticherà
Lo Zelocchi è nel cuore dei modenesi perché permetteva di vedere da vicino i propri beniamini, cosa impossibile al Braglia. Ma anche perché rappresentava un momento storico della città, un'epoca irripetibile. Ora si volta pagina, ma chi ha vissuto quei momenti sa che certi ricordi non si cancellano. E mentre il 'Nido' promette un futuro all'avanguardia, il passato resta lì, tra i 300 posti della tribuna, dove i sogni di tanti ragazzi sono diventati realtà.