Catanzaro, la fabbrica dei talenti: Aquilani e compagni ora brillano in Serie A
Che cosa hanno in comune Aquilani, Cisse, Favasuli e Liberali? A uno sguardo superficiale, poco o niente: ruoli diversi, squadre diverse, storie diverse. Ma se guardiamo indietro di un anno, ecco che il quadro si chiarisce: tutti e quattro erano a Catanzaro, in Serie B, e tutti e quattro erano l'oro di una squadra giovane e brillante che ha sfiorato la promozione nonostante un budget ridicolo rispetto ai colossi del campionato.
Oggi Sassuolo, Milan, Napoli e Como se li godono, e la lezione è chiara: a volte si va a cercare all'estero ciò che abbiamo sotto il naso, nel nostro secondo campionato. Ma chi gioca quest'anno nel Catanzaro? Prendete nota, perché certe cose non capitano per caso.
Gasperini e il paragone Balerdi-Baresi: genio o follia?
Qualcuno ha preso Gasperini per pazzo, o quanto meno per imprudente, quando ha paragonato Balerdi a Baresi. Ma il tecnico della Roma ha spiegato bene che si tratta di caratteristiche, non di qualità: il livello è ovviamente diverso. Eppure, la frase di Gasp è quella di un vero amante del calcio, di uno che conosce la storia e si diverte a cercare paragoni e sovrapposizioni.
Non è la prima volta che si avventura in questi confronti: di recente ha avvicinato Malen a Vialli e a Higuain, e all'Atalanta lo ha fatto spesso. A noi questo gusto per il confronto senza tempo piace: è divertente, affascinante, fa discutere. Un tempo al Bar Sport se ne sarebbe parlato per ore, oggi ci sono i social e spesso prevalgono gli insulti. Ma il giochino rimane curioso, e un grazie al Gasp lo diciamo comunque.
Diouf, ma è proprio così brutto farsi la fascia?
Diouf sta diventando uno splendido esterno di fascia destra: ha corsa, qualità, sa proporsi e creare, comincia anche a vedere la porta e ha un bel tiro. Deve crescere nell'attenzione difensiva, è vero, ma ormai è un interprete di livello internazionale, tanto da attirare le attenzioni di Zidane, fresco commissario tecnico della Francia.
È stato Chivu a credere che potesse affermarsi in quel ruolo, e ci ha puntato con convinzione e successo: mossa azzeccatissima, l'Inter si è trovata in mano un piccolo gioiello. Eppure, cosa dice il buon Diouf intervistato dall'Equipe? «Io voglio giocare a centrocampo, non ho intenzione di stare a lungo sulla fascia».
Ma benedetto ragazzo, perché non prendi atto che in questa nuova posizione puoi avere un grande futuro, oltre che un ottimo presente? O preferivi quando quella riga la vedevi dalla panchina? Facevi il centrocampista, allora...
Il Catanzaro come esempio: il talento italiano c'è, basta saperlo vedere
La storia di Aquilani, Cisse, Favasuli e Liberali è una lezione per tutto il calcio italiano: il talento c'è, è qui, in casa nostra. Basta saperlo vedere, e magari guardare un po' più sotto, nel nostro secondo campionato. Il Catanzaro ne è la prova vivente: una squadra che ha saputo valorizzare i suoi gioielli, e che ora vede i suoi ex protagonisti brillare in Serie A.
E mentre i club italiani continuano a guardare all'estero, la vera domanda è: quanto tempo passerà prima che qualcuno torni a pescare a Catanzaro? Perché certe cose non capitano per caso, e il Catanzaro è diventato una vera e propria fabbrica di talenti.